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Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato agricoltura!

Francesco Panella, Roberto Barbero - Anno di pubblicazione 2007

Prezzo di vendita
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Descrizione

Edito da Aspromiele - Anno di pubblicazione 2007 - Allegato a L'Apis 6 Agosto/Settenbre 200716 pagine, 25 foto

Ogni anno gli allevatori di api perdono e ricostruiscono, un alveare su quattro di quelli che allevano. Fra le ragioni di questa emergenza vengono annoverati diversi e intersecati fenomeni:

  • cambiamenti climatici che incidono drasticamente su organismi complessi come l'alveare, la cui sopravvivenza e produzione si sono definite e selezionate nei millenni in funzione del bioritmo, delle stagioni e delle fioriture.
  • Diffusione di patologie e parassitosi (in Italia: Varroa destructor e varie forme di nosema).
  • Riduzione delle zone e delle risorse di pastura per l'"appiattimento" del paesaggio rurale e della varietà floreale.

La principale ragione è tuttavia da ricercarsi nell'inquinamento crescente delle fonti di nutrizione delle api. Dagli anni ottanta l'uso crescente di erbicidi estremamente efficaci ha comportato un impressionante impoverimento delle disponibilità di nettare e di polline in natura.
La principale insidia deriva dall'utilizzazione, iniziata nei primi anni '90, di una nuova generazione di insetticidi detti sistemici: la molecola e i suoi metaboliti vengono assorbiti dalla pianta e, tramite la linfa, veicolati a tutte le sue parti, organi floreali compresi. In molti casi questi prodotti vengono usati anche per la concia delle sementi. Le api si intossicano per contatto quando il trattamento è effettuato in periodo di semina e/o di bottinatura o per ingestione, quando raccolgono nettare, acqua o pollini contaminati con il pesticida sistemico.
Questo dossier è stato realizzato al fine di fare il punto della situazione sulle attuali problematiche connesse ai neonicotinoidi.

 

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